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Formulazione degli obiettivi

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La formulazione degli obiettivi (goal setting) ha il compito di dirigere l’attenzione su un compito ben preciso, con la conseguenza di aumentare la motivazione.

Saper organizzare adeguatamente un intervento didattico è una delle competenza chiave del preparatore , volta a favorire un progressivo miglioramento delle prestazioni motorie. La scelta di lavorare in un modo piuttosto che in un altro, è di vitale importanza in quanto determina il livello della performance.È preferibile che gli obiettivi siano scelti insieme all’allievo ottenendo una maggiore responsabilizzazione e riuscendo ad avere risultati migliori, perché se vengono imposti può venire meno l’interesse a realizzarli.

La formulazione degli obiettivi prevede una classificazione dei risultati da raggiungere a breve (una o più settimane), medio (uno o più mesi) o lungo termine (molti mesi, anni); vanno monitorati rilevandone i progressi attraverso confronti, punteggi, istruzioni verbali, definendone degli altri nel momento in cui vengono raggiunti.

Serve da punto di riferimento per controllare la prestazione attuale con quella desiderata. Non esistono persone pigre, non motivate; esistono solo persone che hanno obiettivi deboli che non suscitano emozioni forti. Questo è quanto emerge dalle più moderne ricerche delle neuroscienze. <<Occorre usare la fiducia per raggiungere il successo e non il
successo per raggiungere la fiducia
>>.

Alcuni autori hanno formulato una serie di linee guida:

obiettivi precisi regolano l’azione in modo più preciso di obiettivi generali;  
più alto è l’obiettivo, migliore sarà la prestazione, tenendo in considerazione il
livello dell’allievo;
• gli obiettivi sono efficaci in presenza di feedback che ne evidenziano i progressi;
obiettivi difficili, ragionevoli e realistici, richiedono impegno che determina prestazioni migliori;
obiettivi facili determinano decrementi di prestazione;  
• mettere in risalto obiettivi di prestazione (per esempio migliorare la tattica, la tecnica, ecc.), piuttosto che di risultato (vincere una partita) che creano molta pressione e meno controllo.

Gli allievi che hanno obiettivi di prestazione interpretano ogni situazione come una opportunità per migliorare; viceversa, quelli con obiettivi di risultato tendono a valutarsi in  base al confronto con gli altri. Alcuni soggetti, stimolati dal confronto con gli altri e dalla volontà di riuscire, sviluppano degli obiettivi spontanei.

Quindi, affinché gli obiettivi siano efficaci, bisogna tenere presente i seguenti aspetti:
devono essere specifici, precisi, chiari; riferiti ad aspetti cognitivi e motori; di risultato e di prestazione; scanditi nel tempo (breve, medio, lungo termine); realistici, significativi e motivanti; stabiliti di comune accordo; verificati, misurati, auto valutati, registrati; adattati alle caratteristiche di ognuno.

Gli allievi più bravi e motivati al successo, scelgono obiettivi elevati e stimolanti; diversamente, allievi meno bravi, poco fiduciosi scelgono obiettivi che sono sicuri di realizzare. Lo stesso vale tra chi ha già avuto esperienze di successo e chi ha sperimentato l’insuccesso.

In assenza di obiettivi a breve-medio termine, può scadere la motivazione e si perdono di vista quelli a lungo termine. Non bisogna stabilire molti obiettivi, ma è utile preparare una gerarchia realizzando prima quelli più importanti e una volta raggiunti passare agli altri. Ciò nonostante, gli allievi più bravi e più esperti, riescono a gestire maggiori obiettivi di quelli meno bravi.

Gli obiettivi vanno comunicati sia per l’allenamento che per la gara; l’accento va messo su comportamenti da attuare piuttosto che su quelli da eliminare; favorire gli obiettivi di prestazione, oltre al confronto con gli altri, viene avvalorato il miglioramento personale, aumenta la fiducia nelle proprie capacità, si riduce l’ansia dovuta al raggiungimento del risultato a tutti i costi, aumenta la possibilità di successo.

Un obiettivo didattico rappresenta la formulazione in termini operativi di una meta formativa, cioè una affermazione indicante ciò che un allievo dovrebbe saper fare ad una determinata età, come risultato dell’apprendimento offertogli; è necessario tenere sempre in considerazione le caratteristiche di ogni allievo, nonché il tempo dedicato alla pratica di questo sport.

Intanto, si deve partire dal presupposto se si intende fare arruolamento (portare più praticanti possibili al campo badando poco alla qualità), oppure fare anche della specializzazione.

Una cosa è creare il “campioncino” all’interno del girone locale, cosa diversa è fare l’agonista che si fa valere anche fuori dal suo territorio in ambito regionale, nazionale o internazionale.

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 24 Novembre 2010 15:43 )  

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