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Attivazione psicofisica

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L’attivazione psicofisica (arousal), ha il compito di preparare il corpo all’azione conferendogli la carica e permettendo l’accesso alle risorse energetiche dell’organismo. La tensione muscolare, la frequenza cardiaca, il dispendio energetico derivanti da una attivazione alta diminuiscono la prestazione. Questi sintomi a un livello accettabile e superiore allo stato normale di riposo, vanno considerati in maniera positiva come energia, carica, preparazione dell’organismo a gareggiare.

Tuttavia, nell’apprendimento di compiti difficili, coordinativi e nuove abilità, i livelli di attivazione vanno mantenuti bassi.

È importante che l’allievo abbia la consapevolezza dell’attivazione ottimale e dargli i mezzi per controllarla, attraverso l’applicazione di esercizi che consentono l’attivazione e la disattivazione al momento opportuno e al bisogno. Così, per esempio, la respirazione può essere usata come tecnica attivante o disattivante: è attivante con respiri frequenti toracici; è disattivante con un basso numero di frequenze respiratorie a livelli diaframmatici e addominali .

Un’altra tecnica di attivazione può essere la visualizzazione di azioni di gioco e di risultato: rilancio nella tre quarti avversaria su un compagno; uscita su un cross, anticipazione in un calcio di rigore ecc. Altre tecniche di incitamento (Psyching-up) usano parole stimolo che trasmettono la carica necessaria; ricordano i propri punti di forza; visualizzano la vittoria, l’applauso. Anche la musica è in grado di elevare o diminuire l’attivazione con la scelta di determinati brani musicali. Quando si ha una attivazione bassa (come ad esempio quando si sottovaluta la gara), entrano in gioco situazioni non attinenti con il compito, creando disturbo e distrazione. Anche la percezione visiva è in stretta correlazione con l’attivazione, infatti una attivazione troppo bassa causa processi attentivi ampi, soggetti a distrazione; una attivazione troppo alta, origina un restringimento eccessivo del focus attentivo che non consente di cogliere informazioni importanti. Essere coscienti che l’energia fisica influenza quella psichica e viceversa (Robazza). Il grado di attivazione è diverso per ogni soggetto; per lo svolgimento dello stesso compito, l’attivazione del principiante è differente da quella del giocatore esperto; così ad esempio gli atleti di valore si esprimono meglio in partita dove è presente un livello di attivazione più alta. Per riconoscere il grado di attivazione ottimale, può essere utile provare in allenamento con esercizi vari, diversi livelli di attivazione per notare i cambiamenti della prestazione.

 

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