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La concentrazione

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Per concentrazione si fa riferimento a quell’energia psicofisica, che consente ad un giocatore di astrarsi da tutti quegli elementi che durante una partita possono arrecare disturbo, per realizzare un obiettivo da raggiungere. Per la gestione dei processi attentivi è importante imparare a selezionare gli stimoli rilevanti trascurando tutti gli altri; attivare l’attenzione al momento opportuno, mantenerla nei momenti importanti.

"Ogni colpo deve essere giocato come se fosse un match point". Bjorn Borg

"Se decido di impegnarmi in qualche cosa penso sempre al successo, non penso a cosa succederebbe se dovessi fallire". Micheal Jordan

La capacità di dirigere l’attenzione, dipende anche dalla motivazione, dal desiderio interiore di riuscire in una determinata cosa e dall’autostima; a volte, nonostante ci possa essere l’interesse e la motivazione a concentrarsi, pensieri estranei non lo permettono. Si pensi che anche bassi livelli di zuccheri nel sangue, disidratazione, mancanza di sonno possono determinare insufficiente concentrazione, agitazione, irritabilità, scarsa reazione, incapacità di prendere decisioni.

La concentrazione rappresenta un elemento indispensabile nel gioco  in quanto permette di giocare al meglio in ogni situazione, di impostare la partita con lucidità, circa gli interventi tecnici da attuare momento per momento. L’atleta riuscirà a concentrarsi, nel momento in cui saprà mettere a fuoco la sua attenzione su tutti i segnali che possono derivare dalla gara (compagni, posizione del pallone, posizione del proprio corpo e dell’avversario). Deve essere in grado anche di estraniarsi da tutti i segnali oggetto di distrazione (pubblico, rumori, vento, ecc.).

I nemici della concentrazione sono:
• distrazioni e interruzioni;
• difficoltà a tollerare le frustrazioni;
• stress, percezione della fatica;
• emozioni, atteggiamento mentale negativo, dubbi sulle proprie capacità;
• basso livello di attivazione che lascia spazio anche a stimoli irrilevanti.

Molto spesso l’attenzione viene indirizzata sulle difficoltà trascurando tutti gli aspetti che potrebbero scaturire effetti positivi. Questo aspetto viene reso reale da un semplice esercizio con l’utilizzo di un numero uguale di oggetti colorati (birilli, coppelle, ecc.) di colore diversi (blu, verde, nero, ecc.) posizionati in uno spazio delimitato, dove bisogna trovare tutti gli oggetti di colore blu e annotarli in un foglio, poi senza staccare lo sguardo dal foglio e senza guardare gli oggetti, bisogna scrivere il numero degli oggetti di colore nero; di sicuro il numero degli oggetti di colore nero saranno inferiori a quelli di colore blu, poiché quando si focalizza una cosa, tutto il resto passa in secondo piano.

Per allenare questa capacità, è importante che, in allenamento, vengano dati all’allievo obiettivi ben precisi in campo, spostando il centro di attenzione; adottate tecniche di rilassamento, meditazione, gestire bene le pause, favorire il dialogo interiore. Per quanto attiene al primo aspetto (obiettivi in campo), si può parlare di flessibilità mentale, cioè essere in grado di spostare continuamente il centro di attenzione. Quello che è importante, è fare passare l’allievo da una percezione all’altra. Durante la partita, per non perdere la concentrazione, dopo un errore può essere utile l’immediata correzione immaginativa concentrandosi su quello che va fatto, evitando i giudizi di svalutazione e i vari commenti negativi.

Una parte di allenamento, può essere condotta anche attraverso il condizionamento alla concentrazione con stimolo ottico e con l’associazione dei colori.
Alcuni esercitazioni per allenare la concentrazione, si basano nell’esaltare le zone di campo ,con dei colori. dove indirizzare la palla ad esempio nei rilanci  Infatti, certi colori, chiamati complementari (rosso-verde-giallo-blu) catturano la visione, perché quando si trovano vicini, ciascuno di essi aumenta d’intensità. Questo effetto viene chiamato contrasto simultaneo e viene usato anche per le insegne e le segnalazioni navali. Gli esercizi con i colori, consistono nell’eseguire dei rilanci  in determinate zone utilizzando i colori, successivamente bisogna eliminare i riferimenti colorati agendo come se fossero presenti nella zona di riferimento dove indirizzare i rilanci. La concentrazione si può allenare anche facendo esercitazioni atletiche come ad esempio: l’allievo facendo lo skip, la corsa calciata, la corsa balzata, ecc., deve guardare attentamente la mano del preparatore che cambierà continuamente i numeri con le dita o attraverso dei cartelli numerati, che l’allievo dovrà pronunciare durante il percorso, ecc.

Il calcio è uno sport che richiede livelli di attenzione diversi. Per adattare l'attenzione alle situazioni di minore o maggiore impegno, occorre impostare l’allenamento per spostare continuamente l’attenzione dove serve, per automatizzarle e chiamarle in causa al bisogno senza fatica. Tutti gli elementi distraenti (difficoltà ad allontanare il pensiero da ciò che è appena accaduto, dagli spettatori, dalle condizioni climatiche, dall’arbitraggio, dai pensieri riferiti a ciò che accadrà dagli sviluppi della situazione in atto, ecc.) non consentono un focus attentivo ideale e danneggiano la prestazione.

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 08 Settembre 2010 07:22 )  

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